Gabella delletà del moot di impot

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To browse Academia. Skip to main content. You're using an out-of-date version of Internet Explorer. Log In Sign Up. La spesa militare gabella delletà del moot di impot contesto della finanza pubblica napoletana del XVII secolo. Gaetano Sabatini. Giambattista Operti, ambasciatore sabaudo a Napoli, Giambattista Operti, ambasciatore del duca di Savoia a Napoli, in una memoria scritta nelcheck this out termine del suo soggiorno gabella delletà del moot di impot capitale meridionale, definiva lo stato delle risorse militari nel più grande dei territori della Monarchia spagnola miserevole al punto di ritenere che soltanto la bontà divina difendesse il regno dai suoi nemici tanto esterni quanto interni1. Morandi a cura diRelazioni di ambasciatori sabaudi, genovesi e venetiZanichelli, Bologna,p. Per quanto riguarda più specifica- mente Napoli nel corso del XVII secolo, la stagione di studi avviata da Luigi De Rosa, da Giuseppe Galasso e da Rosario Villari ha per- messo di individuare diverse fasi nella vita del regno, caratterizzate da maggiore o minore vitalità economica e finanziaria3. Studi successivi hanno poi rico- 2 Cfr. Musi a cura diAlle origini di una nazione.

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Una contestualizzazione continue reading anche nel caso di ricerche diacroniche di lungo termine va sempre e comunque tentata, magari per successive approssimazioni, come questo modesto studio cerca gabella delletà del moot di impot fare. La Toscana, a cura di G. Mori, Torino,pp. Da tener presenti anche le notazioni critiche di C.

Le priorità erariali, infatti, indussero nel il granduca di To- scana Francesco Stefano alla scelta non indolore di assegnare a una compagnia di fermieri francesi il prelievo doganale da versare nelle casse viennesi. Allentare il monopolio delle Arti e riconfigurare gli interessi che vi erano associati era operazione delicata e dai tempi non brevi. Spedali, congregazioni pie, luoghi di monte, infatti, facevano nelle maggiori città tutti più o meno riferi- 10 Per un quadro generale, ma limitato alla Dominante, vedi P.

Angiolini, V. Becagli, M. Verga, Firenze,gabella delletà del moot di impot. Già nellavorando intorno al riassetto della corporazione della Lana, era emersa evidente la difficoltà di ridisegnare le simmetrie del mondo che ruotava attorno alla manifattura, in funzione di una operazione di rilancio delle esportazioni delle pannine di lana, che il Granduca intese fin da subito favorire utilizzando soluzioni prevalentemente normati- ve.

I cameralisti seicente- schi, tra gli altri, in area asburgica lo riconoscevano esplicitamente E fu in linea con i loro precetti che gli Asburgo si mossero in materia gabella delletà del moot di impot e corporativa in alcuni dei territori a loro soggetti17, come anche in avvenne in Toscana durante la prima fase della Reggenza.

Roche et F. Angiolini, Paris,pp. Sul rapporto tra prassi e teoria cameralistica cfr.

Strutture e tendenze di storia costituzio- nale prima e dopo Maria Teresa, a cura di P. Schiera, Bologna,pp. Riforma delle comunità e progetti di costituzione nella Toscana leopoldina, Milano,pp. Per i termini del passaggio dalla situazione in vigore nel Granducato agli equilibri disegnati in epoca leopoldina, da vedere anche L. Pluralismo istituzionale e accentramento amministrativo nel principato dei Medici secc.

ASF, Segreteria di finanze ante. Cavaciocchi, Firenze,pp. Estremi cronologici che individuano — peraltro — il periodo durante il quale fu attivo a Livorno il Consiglio di Commercio, un organo direttivo fermamente voluto dal granduca Francesco Stefano per sovrintendere allo sviluppo della marina toscana e migliorare il saldo della bilancia commerciale del Gabella delletà del moot di impot stimolando, appunto, la marina, il commercio e i com- parti di trasformazione che vi erano collegati La Reggenza, Torino,pp.

Orientamenti toscani di politica transmarinaMilano, ; C. Formula politica, prassi istituzionale, in I Lorena e il Granducato di Toscana. Tradizioni culturali e politiche della dinastia, in corso di pubblicazione per Olschki.

Progetti di alcuni mercanti livornesi gabella delletà del moot di impot vantaggio del principe, del pubblico e del commercio etc. Si vedano ora editi da A. XVII cit. Sabatini, Il debito pubblico degli Stati regionali italiani gabella delletà del moot di impot età moderna nella più recente storiogra- fia, in A. Moioli, F. Piola Caselli a cura diLa storiografia finanziaria italiana.

Mantelli, Buro- crazia e finanze pubbliche cit. Zilli, Imposta diretta e debito pubblico nel Regno di Gabella delletà del moot di impot. Mantelli, Guerra, inflazione e recessione nella seconda metà del Cinquecento. Filippo II e le finanze dello Stato napoletano, in A. Di Vittorio a cura diLa finanza pubblica in età di crisi, Cacucci, Bari,pp. De Rosa, L'azienda e le finanze, gabella delletà del moot di impot L.

De Rosa, L. I, Stato, finanza ed economia, pp. Zilli, Lo Stato e i suoi creditori. Primi spunti per una rifles- sione, in F. Landi a cura diConfische e sviluppo capitalistico. I grandi patrimoni del clero regolare in età moderna in Europa e nel continente americano, Angeli, Milano,pp.

Comparato, Uffici e società a Napoli Olschki, Firenze,p. Sabatini, Tra crisi delle finanze e riforma delle istituzioni: Mattia Casanate ministro del Re nella Napoli asburgica, in M. Ruiz Ibañez, G.

La spesa militare nel contesto della finanza pubblica napoletana del XVII secolo a Un secondo tentativo per riportare un certo equilibrio nella finanza pubblica del regno, dopo quello operato dal conte di Lemos al principio del secolo, risale agli anni del viceré Iñigo Velez de Gue- vara, conte di Oñate. Galanti, Della descrizione cit. De Rosa, Studi sugli arrendamenti cit.

Galasso, Napoli spagnola dopo Masaniello: politica, cultura società, Sansoni, Firenze,vol. Zilli, Imposta diretta cit.

Galasso, Napoli spagnola dopo Masaniello cit. Ags, Estado, b. La spesa militare nel contesto della finanza pubblica napoletana del XVII secolo solo dettagliando le modalità con le quali tali aiuti dovessero essere forniti. Tanto nel Consejo de Estado come nel Consejo de Italia, infatti, era diffusa convinzione che Napoli disponesse largamente di mezzi finanziari e solo il cardinale Pasquale de Aragón, che ne era stato viceré nelriteneva che per poter rendere disponibili queste risorse fosse necessario interrompere gli aiuti che dal regno click the following article alla volta di Milano e della Catalogna Al nuovo viceré fu concessa subito la https://zaragoza.cloudweb.shop/20-07-2020.php di alienare tutte le entrate, senza dover rispettare il vincolo della inalienabilità che gra- vava su quelle destinate alla Cassa militare Per 32 Ibid.

Ribot García La Monarquia de España cit, p. La spesa militare nel contesto della finanza pubblica napoletana del XVII secolo quello che riguardava, infine, la terza richiesta, ossia il sostegno diretto, da parte della Monarchia, dei costi della flotta impegnata nella guerra, la risposta non fu netta e di fatto fu lasciato a Napoli il compito di anticipare tutte le spese salvo poi procedere a dei rimborsi parziali, destinati peraltro a giungere con forti ritardi Luis Ribot ricostruisce attentamente questo aspetto del coin- volgimento finanziario di Napoli gabella delletà del moot di impot guerra di Messina, non senza sottolineare anche le difficoltà derivanti dal pagamento sia sulla piazza della capitale del regno delle let- tere di cambio provenienti dalla Spagna, sia su quella di Palermo delle lettere prove- nienti da Napoli.

Colapietra, Vita pubblica e classi politiche del viceregno napoletanoSource di Storia e Letteratura, Roma,pp.

Coniglio, I viceré spagnoli di Napoli, Fiorentino, Napoli,pp. Era pratica corrente, allorquando si manifestavano urgenti necessità di cassa, che la R. Molto spesso l'ambasciatore vende ad un solo compratore normalmente un banchiere che a sua volta divide e rivende per singole quote. Gabella delletà del moot di impot meccanismo che gabella delletà del moot di impot illustrato si ripete con frequenza e non solo per Genova ma anche per Roma e persino per la stessa Spagna.

Aldilà della denuncia carica di ambiguità degli scrittori economici del secondo settecento e dello stesso ottocento, va detto senza mezzi termini che, sotto l'esclusivo profilo économico-fiscale, la gestione delle imposte attraverso gli arrendamenti era più conveniente della gestione diretta V'era infatti.

Introduzione. Periferie finanziarie angioine : un sistema integrato ?

Camera delle cose amministrate per il suo principale in nome della R. Questa superiorità di fatto dell'arrendamento traduce quindi un rapporto di forze che progressivamente sposta i termini a vantaggio dei privati e misura al contempo l'impossibilità dell'amministrazione finanziaria di predisporre una linea di difesa che salvaguardi concretamente l'autonomia dello stesso potere politico.

Qui vorrei ricordarne almeno due, sicuramente i più dannosi :. I problemi che. Egli calcolava che il solo costo, non gabella delletà del moot di impot ovviamente in bilancio, di tali commissari comportava gabella delletà del moot di impot spesa per le università del regno di quasi un milione di ducati! La possibilità di cambiare le consignazioni da un luogo all'altro.

Un consegnatario faceva un nuovo prestito alla R. A parte tutti gli abusi che ne potevano nascere non era raro che qualche consegnatario riuscisse a farsi pagare lo stesso credito dalle due università contemporaneamente!

Corte; da qual momento gli arrendatori le amministrarono direttamente senza la benché minima ingerenza da parte dello stato Le università dovevano far fronte ad un duplice attacco : da un lato l'aumentato fiscalismo regio che mandava in rosso i loro bilanci, dall'altro la feudalità, pronta ad approfittare della loro crisi per ridurre l'autonomia dei comuni e trarre concreto vantaggio dalla crisi delle finanze locali.

Nella seconda metà del Cinquecento la situazione delle università si aggrava sensibilmente. La crisi della finanza cittadina significa perdita di.

La linea di difesa predisposta dalle università si svolge tutta per linee interne gabella delletà del moot di impot l'attivazione degli scarsi strumenti di cui esse dispongono e mai attraverso l'apertura di una vera contrattazione politica con la R. È pur vero che nella definizione delle figure giuridiche territoriali si registra un vuoto tra la capitale e le altre università del regno; la Provincia infatti è una ripartizione amministrativa che è dotata di un apparato non elettivo e che mai si porrà come filtro tra la R.

Corte e le università. In questa situazione le università si illudono di poter resistere facendo fronte al deficit con misure che di fatto aggraveranno in breve tempo la loro situazione finanziaria. Si cedono poi i diritti di bagliva, catapania e mastrodattia. Gabella delletà del moot di impot assiste in seguito alla progressiva alienazione del patrimonio gabella delletà del moot di impot delle università. Prima il patrimonio privato che, quando c'era, comprendeva a volte anche beni mobili, successivamente il demanio comunale vero e proprio.

Assai diffusa fu la pratica di contrarre prestiti a copertura del disavanzo di bilancio, pratica alla cui diffusione non dovè essere estraneo l'interesse dei privati e dei baroni. Ma la richiesta più generale che avanzarono le università tra la fine del secolo XVI gabella delletà del moot di impot l'inizio di quello successivo fu il passaggio dal sistema dell'apprezzo, ovvero fondato sul catasto, a quello per gabelle.

Lo stato continue reading ricerche sul Mezzogiorno non ci ha infatti ancora chiarito come ed in che misura si distribuisce il reddito tra le varie categorie dei gruppi sociali. Vi sono infatti dei dati estremamente significativi che dimostrano, ad una lettura non superficiale, come ampie learn more here riuscissero a mettersi al riparo della negatività della congiuntura economica.

Ma tali cifre se esprimono di fatto una situazione debitoria, non traducono anche la capacità di questi signori, che pure esigevano il denaro alla fonte, di immettersi nei circuiti della domanda e della offerta monetaria, e quindi la possibilità non solo di gabella delletà del moot di impot al meglio nella congiuntura ma anche di operare per questa via piccoli e grandi processi di accumulazione? Disaggregando questi dati si osserva che le voci maggiori del debito non erano tanto imputabili ai feudatari il debito per i relevi passa da due.

Il loro debito per residui, cautele e responsabili non prodotti passa da due. Questi dati esprimono nella loro concretezza la linea di https://antisepticos.cloudweb.shop/2019-10-15.php dell'articolazione sociale che il Mezzogiorno assumerà nel corso del Seicento e che saranno consegnati come pesante eredità al secolo successivo. Università di Napoli Giovanni Muto.

Colloque international. Spa X-Actes Livi Bacci, Una disciplina in rapido sviluppo : la demografia storica, in Quaderni Storici, 6p. Comparato, Uffici gabella delletà del moot di impot società a NapoliFirenze, AGS, Leg. Galasso, Le riforme del Conte di Lemos e le finanze napoletane nella prima metà dei Seicento, in Mezzogiorno medievale e moderno, Torino,p.

Una crisi economica :in Rivista Storica Italiana, 74 ; L. Di Somma, L'attività bancaria della Confraternità dello Spirito Santo, dalle origini alla crisi monetaria del Roma, Faraglia, Bilancio del reame di Napoli degli click to see more ein Archivio storico per le provincie napoletane, 1 Galasso, Momenti e problemi di storia napoletana nell'età di Carlo V, in Mezzogiorno medievale Dal levamento del conto di Francesco Antonio Baldino, governatore deH'arrendamento delle carte da gioco, si deduce che nel era stata rifiutata una offerta di Di fatto, gestito in gabella delletà del moot di impot, questo.

Risulta evidente quindi il danno subito dalla Regia Corte, danno per il quale il visitatore Guevara apre un processo. Dauphant, Le royaume des quatre rivières.

Gaglione, Donne e potere a Napoli. Y Tonnerre, É. Un destin européenRennes, Gillingham, The Angevin EmpireLondon,p. Csukovits, Le innovazioni istituzionali nell'età angioina e i loro parallelismi napoletaniin E.

Orefice a cura diRegistrum Ludovici terciiintroduzione di E. Martin, R. Studi offerti a Errico Cuozzo, Ariano Irpino,p. Péquignot et P. Savy a cura diAnnexer? Péquignot, P. Savy, Introduction, ivip. Lanaro, G. Guglielmotti a cura diDistinguere, separare, condividere.

Rivista7,p. Rossetti a cura diDentro la città. Tangheroni a cura diCommercio, finanza, funzione pubblica. Boyer, A. Mailloux, L. Théories et pratiquesRoma,p. Morelli, Il furioso contagio delle genealogie.

Spunti di storia politica e amministrativa per lo studio dei grandi ufficiali del Regnoin R. Rao a cura diLes grands officiers dans les territoires angevins-I grandi gabella delletà del moot di impot nei territori angioiniRoma,p. Monti, La dominazione angioina in PiemonteTorino, e Id. Ricerche here documentiin ASPN, n.

Cengarle, F. Somaini, La pluralità delle geografie e delle cartografie possibiliin Reti Medievali Rivista10,p. Pollastri, Les Ruffo di Calabria sous le angevins. Gamberini, G. A titolo di riferimento, la somma prestata non era di molto inferiore all'entrata netta annua delle camere di Terraferma che giungeva nelle casse veneziane in quel periodo Ad ottobre, all'indomani della pace, fu emessa gabella delletà del moot di impot serie di titoli per l'ammontare di Le ragioni che stavano alla base di questa "corsa al prestito" non erano diverse da quelle che avevano spinto i Veneziani di due generazioni precedenti ad investire nel debito pubblico.

I titoli di stato assicuravano una rendita sicura e, specie in quegli anni, non affatto disprezzabile. Ad una settimana dall'apertura del primo deposito in Zecca, per esempio, Certo, i Veneziani che avevano prestato alla Signoria durante la guerra di Cipro avevano spuntato un tasso superiore; tuttavia la situazione del mercato finanziario all'alba del Seicento presentava notevoli differenze rispetto ai decenni precedenti.

In questo lasso d'anni ebbe inizio la tendenziale diminuzione del tasso d'interesse; diminuzione che si registra un po' ovunque, e che caratterizza tutto il secolo.

Malgrado nel secondo decennio del Seicento la congiuntura dei prezzi gabella delletà del moot di impot una notevole tensione inflattiva, il saggio d'interesse sui titoli offerti dallo Stato veneziano non pare seguire l'analoga tendenza. Probabilmente l'elemento che spiega l'apparente incongruenza del fenomeno è da ricercarsi nella presenza di ingenti capitali sulla piazza veneziana, che concorreva a limitare il costo del denaro.

Il caso dei Labia, in effetti, fa supporre che molte persone a Venezia aspirassero a collocare i propri denari in una misura che, forse, la ricettività del mercato non consentiva.

Gabella delletà del moot di impot persone anche al di fuori di Venezia condividevano la medesima aspirazione. Fra queste certamente i Genovesi costituivano il gruppo più agguerrito. I sudditi della Superba già da un certo tempo operavano sulla piazza veneziana: gli Spinola, i Centurione, i Sivori, i Doria e i loro agenti erano ben gabella delletà del moot di impot nel mondo delle assicurazioni marittime, dei cambi e dei commerci All'epoca della guerra con gli Arciducali risale probabilmente l'interesse genovese per i titoli di stato emessi dalla Signoria learn more here Il debito pubblico veneziano dunque stava attirando le attenzioni di un gruppo - quello genovese - che in quanto ad esperienza e capacità aveva dato eccellenti prove nel mercato finanziario europeo.

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Occorre comunque dire che un elemento che potrebbe aver influito nell'attrarre i capitali genovesi verso la laguna sta nelle crescenti difficoltà che i finanzieri di Genova incontravano con la corona spagnola, il loro tradizionale cliente. Le bancarotte durante il regno di Filippo II e nel avevano costretto i gabella delletà del moot di impot genovesi ad una maggior cautela e a cercare nuove destinazioni per i loro investimenti finanziari; Venezia si prospettava una piazza accogliente.

Le pesanti spese di guerra e la necessità di gabella delletà del moot di impot la riserva finanziaria condussero a cercare nuovi cespiti. Si trattava di gabella delletà del moot di impot per taluni aspetti innovativi; e il gran numero di astensioni sessantanove, a fronte di novanta-cinque favorevoli e sette contrari lascia supporre che le discussioni e i sotterranei malumori abbiano lacerato il consesso dei senatori In effetti la parte, oltre che istituire il tanto avversato campatico limitato - comunque solo ai Veneziani - e a rispolverare la gabella delletà del moot di impot imposta sugli affitti, source a colpire per la prima volta la forma di reddito basata sul prestito ipotecario.

Già nel era stata presa in esame la possibilità di tassare l'attività creditizia svolta tramite i cambi, tuttavia non se n'era fatto nulla, a causa dei timori di toccare i delicati meccanismi del mercato cambiario, e quindi delle attività commerciali I patrizi, insomma, manifestavano chiaramente la volontà di trovare una via complementare all'imposizione fiscale sugli immobili; una via che incidesse, per quanto possibile, su certe scelte economiche che consideravano per taluni versi poco consone alla vocazione e all'interesse di Venezia.

Circa 1. L'imponibile globale venne accertato in Non si tratta certo di una somma insignificante. Nella Venezia di quegli anni un mastro muratore, ammesso che potesse lavorare per giornate all'anno, riusciva a guadagnare ducati, e poco più ne riceveva un sergente di una compagnia di centocinquanta fanti La nuova imposta, nonostante le oggettive difficoltà per l'accertamento, fece affluire nelle casse statali circa Nel i costi dell'esercito e della marina assorbivano oltre 2.

Neloltre alle imposte ordinarie il senato decise di decretare le medesime tasse istituite nel '17, ma per un importo dimezzato Anche nel settore dell'imposizione indiretta il secondo decennio del secolo vide la comparsa di nuovi dazi: rispetto al il bilancio del fece registrare un incremento di quasi mezzo milione di ducati grazie alle nuove imposte ordinarie, e altrettanti provenirono allo stesso titolo dalle camere della Terraferma Gli anni a cavallo del o in effetti rappresentarono un momento assai delicato, soprattutto dal punto di vista economico e politico.

Se erano sorte tensioni this web page confini con lo Stato di Milano, costringendo la Signoria a mantenere gabella delletà del moot di impot l'apparato militare, assai più gravi apparivano le vicende legate ai commerci, alle manifatture e alla finanza. Proprio in quegli anni la produzione laniera gabella delletà del moot di impot Venezia stava denunciando pesanti difficoltà; il numero dei telai che lavoravano ormesini bassi era passato da oltre nel a nel e addirittura a 80 nel '22, le importazioni della seta greggia dalla Siria che giungevano nel porto stavano calando; e lo stesso volume del naviglio che attraccava nel bacino di San Marco era in evidente calo Anche nel Dominio i segni della grave congiuntura si facevano inquietanti.

A Verona, uno dei centri più importanti della Terraferma, il dazio sulla seta era calato da L'ex capitano della città atesina, il nobile Michele Priuli, indicava proprio nell'eccessivo carico fiscale una delle cause principali della crisi dell'attività serica La stessa imposizione tributaria sull'olio importato a Venezia stava provocando fenomeni quali un accresciuto contrabbando ed una contrazione del consumo del prodotto fra i ceti popolari, come pure delle difficoltà nel saponificio e nell'industria laniera In read article situazione, assai delicata per l'economia veneziana e veneta, che proprio in questo periodo stavano manifestando i segni di una ristrutturazione interna al fine di cercare nuove vie per il proprio sistema economico urbano, la mano del fisco si fece indubbiamente più pesante.

Nel le imposte dirette straordinarie sulle proprietà gabella delletà del moot di impot contribuenti veneziani avrebbero fornito un gettito di I fratelli Marino e Sebastiano Badoer q. Del resto sullo scorcio del secondo decennio l'importanza oramai assunta dagli investimenti fondiari e dal prestito ipotecario, e la parallela - ma non automatica - difficoltà nei commerci tradizionali costringevano il gruppo dirigente veneziano ad adottare misure tributarie che riequilibrassero, in una certa misura, un sistema economico in profondo mutamento.

D'altra parte occorre tener presente l'effetto pernicioso prodotto da una pressione tributaria che si era fatta più accentuata, e che sembrava incidere sulle scelte operate dal mercato e dai contribuenti. Altre decime straordinarie sui livelli furono imposte nelnel e nelestendendole anche alla Terraferma; tanse e decime colpirono sistematicamente i contribuenti ogni anno. L'ultimo di questi aumenti - quello deciso nell'agosto del - non ebbe certo un cammino facile.

La prima votazione - svoltasi il 3 agosto - ebbe solamente 78 patrizi favorevoli, contro 21, e ben 55 "non sinceri": poiché la maggioranza richiesta era stata superata per gabella delletà del moot di impot due voti la parte venne rinviata. Tre giorni dopo l'aumento veniva approvato con 88 voti a favore, 13 contrari e 37 astenuti.

Una cinquantina di senatori pertanto, più o meno palesemente, mostrava qualche dubbio sull'opportunità del provvedimento. Vi era tensione in città e in tutto lo Stato: la guerra stava imperversando ai confini con Mantova, e le truppe veneziane non davano certo segnali di affidabilità; il morbo poi si era insinuato a Venezia a giugno, seminando la morte e accentuando le apprensioni fra la popolazione; la carestia, determinata da una drammatica sequenza di cattivi raccolti, stava infierendo su un tessuto sociale ed economico ai limiti della rottura.

Occorreva denaro: denaro non solo per pagare i soldati che minacciavano l'ammutinamento, ma anche per sfamare la popolazione della Gabella delletà del moot di impot che si here tra la peste e la fame La serie di addizionali si poneva dunque in una situazione carica di attriti e di difficoltà che, comunque, non impedirono ai senatori di decretare gli incrementi tariffari.

Nel settore delle imposte dirette, oltre alle tradizionali angarie, emerse fra il gruppo dirigente veneziano l'intenzione di cercare qualche altro strumento tributario. Il 4 agosto veniva presentata una parte in senato che prevedeva una tansa straordinaria da imporre su ogni "capo di casa" di Venezia e del Dogado.

I più facoltosi avrebbero dovuto versare un ammontare sino a ducati, mentre la gabella delletà del moot di impot minima era fissata a mezzo ducato. Per l'accertamento dell'imponibile si sarebbero eletti sedici "sogeti de principali et più prestanti" fra i nobili Dopo gabella delletà del moot di impot aggiustamento il decreto venne pubblicato il 15 agosto.

I nobili, cittadini e mercanti, "capi di casa o separati in fraterna" che pagassero d'affitto una somma superiore ai 12 ducati dovevano presentare entro 15 giorni la propria dichiarazione fiscale, "nella quale siano descrite particolarmente", intimava la legge "le facoltà che al presente possede di ogni sorte di beni, livelli, cavedali, industrie, mercantie, offitii, dinari in contanti, dinari dati a cambio", insomma tutti i capitali ad esclusione dei titoli del debito pubblico in Zecca.

I ritardatari sarebbero stati colpiti con il massimo dell'imposta prevista La concezione sottesa al provvedimento implicava la diversificazione all'interno del corpo dei contribuenti. Una distinzione che favoriva soprattutto gli strati meno agiati della popolazione, nonché quelle larghe fasce del patriziato povero che proprio in questi anni denunciava moti d'insofferenza e di avversione nei confronti del gruppo patrizio più eminente, per dovizia di ricchezze e per posizione di potere.

L'imposta dunque si configurava come un ulteriore prestito obbligatorio, che certamente avrebbe inciso più sulle traballanti finanze delle famiglie meno agiate che su go here delle grandi casate.

Dal Rinascimento al Barocco - Economia e finanza: LA FINANZA PUBBLICA

A metà degli anni Venti la situazione debitoria dello Stato appariva accettabile. Già a dicembre del gabella delletà del moot di impot anno, tuttavia, i provveditori in Zecca ebbero il mandato di emettere una serie di titoli per un valore di Le condizioni erano assai favorevoli per i depositanti. Nel novembre del questo tipo di prestito allo Stato si sarebbe reso ancor più allettante.

Tuttavia il senato respinse la proposta. Queste emissioni destano un certo interesse poiché, oltre al tasso d'interesse elevato, per la prima volta i senatori fanno un esplicito riferimento all'area dei potenziali sottoscrittori cui i provvedimenti si rivolgono. La Zecca infatti poteva ricevere denaro - si affermava nell'aprile del - "da quelli d'ogni conditione et tanto di questa città et del stato nostro quanto gabella delletà del moot di impot stati alieni".

E nel si indicavano ancora gli abitanti "nello stato nostro". Come si è già accennato in precedenza, i Genovesi risposero all'appello sollecitamente e con dovizia di capitali. Per quanto riguarda i sudditi del Dominio la scarsità della documentazione non consente di fornire dati ancorché indicativi.

È opportuno comunque rilevare la novità, pur formale, introdotta nel consueto linguaggio che accompagnava le parti circa l'emissione di prestiti pubblici. Si chiamavano all'appello, o meglio, si coinvolgevano tramite la sottoscrizione dei titoli di stato anche quei contribuenti che nei termini amministrativi veneziani erano definiti "fuochi esteri", a sottolineare la netta separazione fra la capitale e il Dominio. Occorre comunque aggiungere che i provvedimenti sul debito pubblico fanno seguito ad una serie di inasprimenti tributari che toccano dapprima Venezia per interessare poi anche il Dominio da terra.

Le pressanti esigenze finanziarie dunque costringevano il governo ad appesantire la mano del fisco, sia sui cittadini della capitale che sugli abitanti del Dominio. Il prezzo di questa maggiore pressione fiscale venne pagato accentuando le tensioni sociali all'interno dello Stato, mettendo in ginocchio le finanze di molte comunità, creando ulteriori difficoltà a diversi settori economici che stavano da tempo scricchiolando sotto il peso della congiuntura sfavorevole.

Nello stesso tempo occorreva diminuire la distanza che separava la laguna dalla Terraferma: il problema che una parte del patriziato si era posto era quello di creare dei sudditi consapevoli di condividere le sorti di uno Stato che non s'identificasse unicamente nella capitale. Venezia, insomma, e il suo patriziato dovevano scendere di qualche gradino, sfumare quel distacco fatto d'orgoglio e di superiorità che distingueva la città di San Marco dal resto dello Stato.

Il denaro delle imposte che affluiva gabella delletà del moot di impot forzieri della Serenissima era il risultato di un complesso iter, che prendeva avvio dalle sale del palazzo Ducale, dove le più alte magistrature della Repubblica discutevano sull'opportunità delle tasse, sugli strumenti d'attuazione, sulle eventuali resistenze dei contribuenti; una read more decretata l'imposta, ai sudditi sarebbe spettato il dovere di pagarla.

La nozione di consenso implica da un lato un problema d'ordine giuridico, di quali organi costituzionali cioè possano esercitare il diritto di tassare accettazione dell'imposta ; dall'altro si fa riferimento alla sfera sociologica dell'accettazione all'imposta, vale a dire al consenso individuale e volontario all'obbligo fiscale Anzitutto conviene rilevare come venga sottolineato il particolare momento di bisogno straordinario: l'esercito sta combattendo una defatigante guerra nel Friuli orientale contro gli Arciducali, e dunque occorre ricorrere a "provisioni proportionate" per far fronte alla drammatica contingenza.

I bisogni della guerra, in effetti, costituivano la principale leva che permettesse allo Stato di read article all'imposizione fiscale senza tener conto di questioni giuridiche e di legittimità. La guerra rappresentava il pericolo esterno, contro il quale si potevano - e si dovevano - mobilitare le risorse della Repubblica.

Tanto più che l'idea che sosteneva il ricorso alle armi - specie nel caso contro il Turco - si legava all'ideale di crociata a difesa della cristianità, ancora assai diffuso nelle coscienze del Cinque e Seicento Non era forse riuscita Venezia ad ottenere sin dal Quattrocento il diritto dal pontefice di tassare il proprio clero grazie al ruolo generalmente riconosciuto di effetti collaterali della chirurgia laser bph contro l'aggressività della Sublime Porta?

La liceità della domanda fiscale dello Stato oramai non si appoggiava più solamente sulla necessità della difesa della comunità cristiana, ma ad essa si stava sovrapponendo sempre più una concezione diversa, che sostituiva l'elemento laico, statale, a quello religioso Il dovere verso la Serenissima era uno degli ideali indiscutibili di Giacomo Foscarini, che abbiamo già visto impegnato nella vicenda dell'ammortamento del debito pubblico.

Un dovere che si esprimeva anche nel pagamento delle imposte. Dettando le sue ultime volontà nel marzo del l'anziano ed esperto patrizio veneziano, pur rammaricandosi della gabella delletà del moot di impot mano" che era stata impiegata dagli estimatori per valutare le sue facoltà, ricordava di aver sempre versato regolarmente le imposte, e esortava i figli Alvise e Gabella delletà del moot di impot Battista a fare altrettanto.

Anzi, il padre ordinava che essi avrebbero potuto riscuotere gli interessi sulle somme depositate presso il Monte Vecchio solamente dopo gabella delletà del moot di impot presentato una fede dell'ufficio competente che dimostrasse il regolare pagamento delle decime e delle tanse La decisione di Giacomo potrebbe comunque essere interpretata in un'altra ottica.

Foscarini era un patrizio che conosceva assai bene l'ambiente della nobiltà veneziana, attraversato da invidie, da fazioni, da sospetti, da aspri antagonismi. Non pagare le imposte significava, per un uomo della sua posizione, offrire un facile pretesto agli attacchi dei suoi avversari. Evadere il fisco certo era considerato un segno di disaffezione alla Repubblica. Una delle accuse che Renier Zeno aveva scagliato contro i segretari del consiglio dei dieci nelin una violenta arringa che mirava a ridimensionare ancora una volta il ruolo istituzionale dei dieci, era proprio che sfuggivano a taluni tributi facendone ricadere il peso su altri Anni addietro, nell'avogador di comun Marco Venier poteva ordinare la persecuzione del vescovo di Spalato, accusato d'insolvenza fiscale In qualche occasione i debiti d'imposta impedivano gabella delletà del moot di impot ai patrizi morosi di essere eletti alle varie cariche Un ulteriore elemento che spingeva i Veneziani a soddisfare le richieste del fisco era rappresentato dalla minaccia di sequestro dei beni dei debitori.

Onde prego miei carissimi comissarii et figlioli", concludeva il testatore, "vogliano attendere a questa buona opera alla quale mai gli ho mancato et ho pagato il tutto che è fino a questo tempo, come nelli libri dell'officio di Signori Governatori et mio appar" E simili timori venivano manifestati da Cesare Gentili nel riguardo ad alcuni beni posseduti nel Padovano Un'analoga disposizione riguardava gli enti pii beneficiati dal testamento di Zuanne da Palazzo neli quali non avrebbero potuto usufruire dei fondi ereditati se non avessero versato regolarmente le imposte.

Paure di sequestri, timori di accuse: erano preoccupazioni legittime, condivise sia dai ceti popolari che dal patriziato. Nondimeno ulteriori elementi spingevano i testatori a preoccuparsi del dovere fiscale dei propri eredi, e quindi della tutela dei beni lasciati alle spalle. Nel il nobile Antonio Morosini q. Era sacrosanto che una parte del proprio reddito dovesse essere devoluta alla Repubblica.

Era un obbligo morale, che veniva ribadito con forza nel momento in cui i contribuenti affrontavano il problema della morte e delle eventuali pendenze che rimanevano in sospeso. Un dovere, quello di versare una parte del proprio denaro agli esattori fiscali, che comunque non postulava la piena accettazione e sottomissione al fisco da parte dei Veneziani, e in genere dei sudditi di San Marco.

La legittimità impositiva dello Stato veneziano non era ostacolata da particolari concezioni fiscali risalenti per lo più alla dottrina medievale, come in Francia e in Inghilterra per esempio, dove il sovrano doveva anzitutto trarre le risorse dal patrimonio personale e solamente in casi eccezionali poteva tassare gli abitanti gabella delletà del moot di impot regno Anche a Venezia, tuttavia, la corrente continue reading tributaria poneva dei limiti all'indiscriminato ricorso a certe forme di prelievo.

Nel suo trattato sulla costituzione veneziana - redatto tra gli anni Venti e Trenta del Cinquecento - il nobile Gasparo Contarini lasciava intendere che il nerbo delle rendite della Serenissima dovesse essere costituito dalle imposte daziarie, mentre solo in caso di bisogno si dovevano decretare le decime e le tanse E le ritrosie del gruppo dirigente marciano ad impiegare in modo massiccio l'imposizione diretta - almeno sino all'epoca in cui scriveva Contarini - testimoniano che si trattava di un'opinione diffusa fra i patrizi.

Da parte dei sudditi emergevano ovviamente con reiterata tenacia proteste e suppliche contro eventuali nuove imposte. Il già ricordato Zuan Francesco Priuli ricordava come i gabella delletà del moot di impot di nuove gravezze innescassero la ferma opposizione di tutte le città: "Et tanto è il poner gravezza con contese" rimarcava, "quanto è l'invitar ambasciatori che si vengano à opponer" Il principale timore riguardava il carattere ordinario che il tributo potesse assumere una volta terminata l'occasione gabella delletà del moot di impot.

In una scrittura rivolta al governo Vicenza, opponendosi all'istituzione della decima sui livelli nelenumerava una lugubre serie di tasse concepite in tempo di guerra gabella delletà del moot di impot successivamente "nella pace partorite" Il dazio sulle eredità "arreca afflittione sopra afflittione nel cuore dei popoli" lamenta Brescia nei primi anni Venti del Seicento, "et fa temere che per essere posto in perpetuo la Repubblica miri più oltre che a sovvenire le presenti occorrenze" To browse Academia.

Skip to main content. You're using an out-of-date version of Internet Explorer. Log In Sign Up. Le prime manifatture di Livorno e la promozione produttiva la tempo della Reggenza lorenese Daniele Baggiani. Per facilitarne la lettura sono state poste le note a piè di pagina, modifi- cando quindi i riferimenti alla pagine della rivista rispetto alla versione originale.

Per quanto concerne Livorno, infatti, occorre tener conto della mancanza di dati quantitativi seriali, sufficientemente attendibili ed omogenei, circa il movimento continue reading scambi portuali nel XVIII secolo3; e, cosa più importante, del fatto che considerare il successo del centro un processo tutto endogeno, sottostimando il peso degli interventi pubblici, significa far violenza alla storia di uno scalo e di una città che devono gran parte della loro fortuna alle attenzioni del potere politico.

Questi gabella delletà del moot di impot studi rendono ancora più evidente il cronico disinteresse per la politica economica extragricola posta in essere dai Lorena in Toscana. Segnalazioni importanti si danno peraltro contestualmente ad alcuni lavori di taglio istituzionale e biografico; cfr.

Questo è il motivo per cui com- prendere come si radichi a Livorno un primo nucleo di attività di tra- sformazione è importante: in quanto, cioè, porta nuovi elementi di 5 Lo intuiva già P. MORI, Industrie senza industrializzazione. È anzi sua gabella delletà del moot di impot peculiare di essere contrassegnato da adattamenti e resistenze, pro- gressi e involuzioni, spesso assai forti ed evidenti9. Una contestualizzazione che anche nel caso di ricerche diacroniche di lungo termine va sempre e comunque tentata, magari per successive approssimazioni, come questo modesto studio cerca di fare.

La Toscana, a cura di G. Mori, Torino,pp. Da tener presenti anche le notazioni critiche di C. Le priorità erariali, infatti, indussero nel il granduca di To- scana Francesco Stefano alla scelta non indolore di assegnare a una compagnia di fermieri francesi il prelievo doganale da versare nelle casse viennesi. Allentare il monopolio delle Arti e riconfigurare gli interessi che vi erano associati era operazione delicata e dai tempi non brevi.

Spedali, congregazioni pie, luoghi di monte, infatti, facevano nelle maggiori città tutti più o meno riferi- 10 Per un quadro generale, ma limitato alla Dominante, gabella delletà del moot di impot P. Angiolini, V. Becagli, M. Verga, Firenze,pp. Già nellavorando intorno al riassetto della corporazione della Lana, era emersa evidente la difficoltà di ridisegnare le simmetrie del mondo che ruotava attorno alla manifattura, in funzione di una operazione di rilancio delle esportazioni delle pannine di lana, che il Granduca intese fin da subito favorire utilizzando soluzioni prevalentemente normati- ve.

I cameralisti seicente- schi, tra gli altri, in area asburgica lo riconoscevano esplicitamente E fu in linea con i loro precetti gabella delletà del moot di impot gli Click si mossero in materia economica e corporativa in alcuni dei territori a loro soggetti17, come anche in avvenne in Toscana durante gabella delletà del moot di impot prima fase della Reggenza.

Roche et F. Angiolini, Paris,pp. Sul rapporto tra prassi e teoria cameralistica cfr. Strutture e tendenze di storia costituzio- nale prima e dopo Maria Teresa, a gabella delletà del moot di impot di P. Schiera, Bologna,pp. Riforma delle comunità e progetti di costituzione nella Toscana leopoldina, Milano,pp. Per i termini del passaggio dalla situazione in vigore nel Granducato agli equilibri disegnati in epoca leopoldina, da vedere anche L.

Pluralismo istituzionale e accentramento amministrativo nel principato dei Medici secc. ASF, Segreteria di finanze ante. Cavaciocchi, Firenze,pp. Estremi cronologici che individuano — peraltro — il periodo durante il quale fu attivo a Livorno il Consiglio di Commercio, un organo direttivo fermamente voluto dal granduca Francesco Stefano per sovrintendere allo sviluppo della marina toscana e migliorare il gabella delletà del moot di impot della bilancia commerciale del Granducato stimolando, appunto, la marina, il commercio e i com- parti di trasformazione che vi erano collegati La Reggenza, Torino,pp.

Orientamenti toscani di politica continue readingMilano, ; C. Formula politica, prassi istituzionale, in I Lorena e il Granducato di Toscana. Tradizioni culturali e politiche della dinastia, in corso di pubblicazione per Olschki. Progetti di alcuni mercanti livornesi in vantaggio del principe, del pubblico e del commercio etc. Si vedano ora editi da A. A fianco di questi due consiglieri, in raccordo con le più alte magistrature cittadi- ne, in qualità di presidente del sinodo fu chiamato il nuovo governato- re di Livorno Carlo Ginori Fra i nobili toscani cresciuti sotto i Medici, Carlo Ginori merita una speciale menzione sia per la sua non comune tempra politica, sia per il suo spirito novatore che lo condusse a realizzare, pur con alterno successo, numerose ini- ziative imprenditoriali in molti e disparati settori.

Coppini, R. Nieri, Roma,p. Vuol porgere un innocente tributo di sua devozione al proprio Sovrano, e tosto spedisce in lontani Paesi a far provvista di Uccelli rari, e forestieri ai nostri Climi.

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Ottiene il Marchesato della Cecina, ed impiega immensi tesori per ridurlo un posto impor- tante de i nostri Lidi, né dimentica insieme di trarre da questo il comodo gabella delletà del moot di impot som- ministrare gabella delletà del moot di impot viste ai Filosofi. Allegrini,4. IV, pp. Rouelle, in sostanza, chiedeva di essere esentato dalle gabelle di tra- read article sulle materie prime e sui tessuti finiti riscosse lungo la strada di collegamento fra Pisa e Livorno, che correva a fianco del Canale dei 28 Cfr.

Torino, Una interessante proposta metodologica per lo studio del sistema dei consumi nel Sei- Settecento viene ora da J. La lenta e difficile affermazione della moneta e degli scambi commerciali, in Storia dEuropa, IV, cit.

Mozzarelli, Milano,pp. Per Napoli rimando per tutti ad A. Ideologia e politica di sviluppo, Napoli, Io sono di opinione che sarebbe [più] il pregiu- dizio che il gabella delletà del moot di impot che ne risulterebbe allo stato dallo stabilimento di questa fabbrica. Un vero e notabile profitto potrebbe recare alla Toscana un tale edifizio quando fosse in grado di intraprendere a stampare e colorire con disegno gli ermisini, mantini e altri drappi leggeri di seta, poiché [ Interessante notare come Richecourt non fosse ostile per princi- pio alla nuova tecnica di stampa importata dalla Francia, dove i coto- nati rimarranno vietati fino al Ginori e Riche- court avevano, insomma, idee diverse circa le necessità economiche del paese.

In genere — per Ginori come per altri funzionari toscani che scrivono di cose economiche — si deve far uso di una strategia indiziarla per gabella delletà del moot di impot le riflessioni nel contesto del pensiero economico del gabella delletà del moot di impot tempo. With Observations on the Balance; opera uscita nel nel il libro già gabella delletà del moot di impot quarta edizione.

Una replica, questa degli appaltatori, che conferma quanto indicato da Jean Claude 39 Cfr. ASF, Segreteria degli affari di finanze ante. Altre carte sono ivi, f. Consultate come di prassi, la click here serica 47 Vedi informativamente L. La bilancia dei pagamenti, secondo loro, poteva trarne grande giovamento, in quanto convertire in semilavorato un genere greggio forestiero, oltre ad au- mentarne il valore di scambio, impiegava manodopera locale, contri- buendo al consumo di generi alimentari Con il risultato di ricondurre temi specifici di dibattito, come quello degli incentivi utili al commercio marittimo, entro una riflessione strutturale in materia di ricchezza, circolazione monetaria e sviluppo.

Link sulla natura del commercio in generale, Torino,in particolare p.

Per un gabella delletà del moot di impot del rapporti fra volume moneta- rio, manifatture e commercio in Cantillon cfr. La lenta e difficile affermazione della moneta e degli scambi commerciali, cit. Delle soluzioni tecniche e delle conse- guenze della filatura meccanica tratta lo studio di C.

È rispetto al fine che la logica del profitto e la logica corporativa erano irrimediabilmente in antitesi. Torino,p. Per quanto interessa, tornando a Livorno, la pressione esercitata da Carlo Ginori in favore di un atteggiamento più flessibile di fronte alla necessità delle esportazioni ottenne scarsi risultati. Da integrare con il lavoro di M. La manifattura della carta in età moderna e il caso toscano, Milano, Durante questo decennio, infatti, accanto alla debole e numericamente ridotta imprenditoria toscana di estrazione nobiliare che in diverse città del Granducato aveva iniziato a farsi carico della conduzione di alcune ragguardevoli manifatture vi sono altri casi oltre quelli accennati 60, inizia ad affiancarsi un certo numero di negozianti-banchieri di varia provenienza stabilitisi a Livorno attratti dalla neutralità del porto e dalla disponibilità del governo ad accordare loro vantaggi non esigui per la conduzione di nuove imprese Sappiamo, tuttavia, che alcuni anni prima della soppressione del Consiglio, avvenuta nelpresenziavano alle sedute il governatore Bourbon del Monte, Tommaso degli Albizi, consigliere e Capitano del porto, De Magnan, consigliere e assessore, 63 P.

ASL, Regia Dogana, f. La riforma doganale leopoldina. Il dibattito politico,Firenze,passim. Il conflitto, infatti, iniziato nelsi svolse come noto prevalentemen- te sui mari internazionali ed ebbe ripercussioni negative su tutti i porti mediterranei e sui traffici con il Levante. Del resto, che a partire dal cadere degli anni cinquanta le autorità abbiano fatto molto in questo senso, lo sappiamo dal fondamentale lavoro di Giorgio Mori dedicato alle numerose imprese tentate nel settore minerario ed estrattivo Realizzata grazie al pieno appoggio di Vienna e a generosi contributi pubblici75, si tratta di una operazione di grande ampiezza la quale dimostra gabella delletà del moot di impot in Toscana sia stato visto di buon occhio, in continuità con i primordi della Reggenza, ogni tentati- vo atto a promuovere il traffico marittimo mediterraneo e gli scambi di terra negli stati che potevano concorrere alla strategia commerciale di espansione mediterranea cara agli Asburgo Das Osterreichische und Kroalische Kustenland,Graz, Giustamente gabella delletà del moot di impot rivedere, mi sembra, il tradizionale giudi- zio negativo sulla politica economica interventista austriaca; lo segnalava F.

Per i collegamenti tra Toscana e Vienna in materia di direttrici commerciali è da vedere il saggio di S. Tognari- ni, Napoli,pp. Aperto alle nuove idee, allievo prediletto di Bernardo Tanucci allo Studio Pisano, egli venne raccomandato per la carica vacante proprio dal ministro napoletano, con il quale rimase in saltuari rapporti epistolari Tuttavia, alla luce di quanto da lui fatto per le manifatture, questa opinione riduttiva non sembra condivisibile.

Ottime, invece, sembrano essere state le sue relazioni con il funzionariato fiorentino più giovane, con il quale condivise varie iniziative in mate- 77 Cfr. Coppini, L. Del Bianco, R. Masi e Compagni, ASL, Governo civile e militare di Livorno, f.

Come non ricordare, poi, che Filippo Bourbon Del Monte si oppose ripetutamente al preteso obbligo di alcune congregazioni livornesi ad associare i liberi esercenti, e fu uno dei promotori della Biblioteca Pubblica di Livorno, obbligando le tre stamperie cittadine di Coltellini, Fantechi e Falorni, a donare gratuitamente un esemplare di ogni opera in esse stampata; cfr.